È la complessità della nostra esistenza umana che ci permette di arrivare al desiderio di esplorazione dell’oltre.
Tutte le esperienze che ci troviamo a fare su questo piano esistenziale, è esattamente il motivo per cui siamo qui, in questo corpo e su questo pianeta. Rifiutare l’esperienza vorrebbe dire rifiutare l’opportunità che ci è stata data.
Riconoscere che ciò che esiste in noi, è parte di qualcosa di più ampio, dove la nostra esistenza fisica è una manifestazione dell’universo. Questo non solo ci permette di vedere la nostra esistenza materiale da una nuova prospettiva, meno egoica, e più interconnessa, ma fa anche sì che possiamo vedere la nostra vita materiale non come una punizione, qualcosa da eliminare per andare all’essenza, allo spirito, ma una vera opportunità per fare esperienza, per trarre tutta la conoscenza possibile da essa, e, da qui, arrivare alla trascendenza, senza scappare ma entrandoci dentro appieno.
“Avevo scoperto l’atteggiamento che sta alla base di gran parte dell’ascesi nel mondo, conosciuto in India come tapas. Invece di fuggire dal dolore, mi ero permesso di prestargli piena attenzione e, così facendo, di oltrepassarlo.”*
*Tantra: The Path of Ecstasy, George Feuerstain
Namastè,
Clara
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