L’altro giorno sono stata ad un incontro con lo scrittore e poeta Franco Arminio.

La sua poetica essenziale e diretta, è di grande ispirazione e favorisce gli insegnamenti del vivere con un’immediatezza disarmante.

Uno dei temi che spesso tratta, e di cui ha ampiamente parlato durante l’incontro, è proprio quello della vulnerabilità.

Essere vulnerabili, mostrarci fragili, aperti – all’altro, ma anche a noi stessi. Spesso la paura ci chiude, mettiamo delle maschere per evitare di mostrarci, per avere una protezione sicura, perché farci vedere, davvero, spaventa.

Ma perché questa paura?

Paura del giudizio? Paura di sbagliare? Paura di non essere all’altezza?

Ma per chi? Di cosa?

La mia personale risposta a queste domande, è arrivata grazie alla scoperta di Isvara Pranidhana.

Isvara Pranidhana è l’ultimo dei cinque Niyama (osservanze da mantenere nella vita) elencati dal saggio Patanjali negli Yoga Sutra e significa letteralmente abbandono al Divino.

Come sempre, proviamo ad interpretare questi termini in modo pragmatico.

Grazie alla pratica di Isvara Pranidhana, impariamo ad avere fiducia nella vita, nell’Universo, nell’Energia che vibra in tutte le cose, nell’Essenza universale che è in ognuno di noi.

È una pratica, proprio perché possiamo farlo in modo attivo e consapevole. Tutte le volte che proviamo quella paura, in cui vogliamo chiuderci e nasconderci, proviamo ad aprire il cuore, ad avere fiducia, nell’altro, nel Divino, nella Terra e nel Mondo. La differenza sarà immediata, l’altro spiazzato.

Rimettiamo in circolo amore e coraggio, invece che dubbio e paura.

Con la certezza, nel cuore e nell’anima, che qualunque cosa accada, accade perché deve accadere, perché è giusto così, la vita fa il suo corso, sempre, noi possiamo imparare a fluire con essa, godendoci il viaggio, oppure opporci e soffrire.

La scelta sta a noi, consapevoli che quando un’anima si apre all’altra, si riconosceranno sempre.

Namastè, Clara

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