Avere fede non significa perdere la nostra capacità di giudizio, eliminare il nostro pensiero critico o escludere il libero arbitrio.
La base comune di queste visioni è Viveka – विवेक, il discernimento.
Viveka è la nostra capacità di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. E da questo andare nella direzione corretta, per vivere secondo il giusto presupposto dell’esistenza, non tramite l’illusione.
Usando il discernimento, oltre l’ignoranza e la presunzione di sapere, la fede entra in gioco come un elemento chiave. Avere fede significa andare oltre la limitata capacità della mente, che ci tiene limitati in ciò che può comprendere o nei suoi pattern ripetitivi e autoimposti.
Significa poter usare il discernimento in modo corretto, senza autolimitarci, espandendo la nostra coscienza e consapevolezza.
Andando oltre la figura di Dio come un uomo vecchio e barbuto che ci giudica.
Dio è l’energia della natura che tiene in vita una pianta, tramite il nutrimento del suolo.
Dio è l’ossigeno nell’aria che ci permette di respirare.
Dio è un ruscello che scorre e permette ai fiori di sbocciare dopo la neve.
La fede ci dona libertà.
Credere è essere liberi.
Liberi dalle proprie convinzioni e dal bisogno di sapere tutto.
Liberi dai limiti della mente.
Liberi di arrendersi al vasto mistero.
Liberi di essere innamorati, della bellezza del tutto.
Namastè,
Clara
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(C) Copyright Clara Del Nero