Lo spunto della riflessione di oggi viene da questa conferenza del filosofo inglese Rupert Spira, dove uno dei partecipanti pone un dubbio sulla libertà di azione nella vita: è tutto scritto o siamo davvero liberi di scegliere?
Da questa domanda (e dalla risposta di Rupert), mi viene spontaneo pensare ad uno dei pilastri della filosofia Yoga nei sutra di Patanjali, Abhyasa.
Abhyasa significa azione ripetuta con costanza. Negli yoga sutra questo elemento è la chiave per ottenere risultati spirituali, praticare con costanza. Questo aspetto è però anche fondamentale nella comprensione di quanto spesso non diamo sufficiente importanza alle azioni quotidiane, e al loro potere nel determinare la nostra vita.
Ogni azione che svolgiamo, soprattutto se svolta con consapevolezza, abitudine e costanza, ha il potere di determinare la nostra quotidianità, e, soprattutto, il nostro futuro.
Più noi ci apriamo all’azione consapevole, più siamo in grado di comprendere, e quindi seguire la direzione che l’universo ha per noi (allineandoci al Dharma universale, e a quello individuale). La chiave per vivere in modo libero e felice, è dire si ad ogni cosa, alla sofferenza, al dolore, al bello e al piacere. Avere un cuore aperto e agire partendo da questi presupposti, non si potrà mai sbagliare in questo modo.
L’universo è un oceano di amore in cui siamo nati, fluire nelle sue acque sapendo che tutto funziona per il bene universale, ci porta all’apertura, all’azione amorevole. Pensiamo a quante azioni futili, o addirittura dannose mettiamo in atto ogni giorno (e con azione intendiamo anche i pensieri). Ognuno di essi ci programma verso un futuro fatto di quei pensieri e di quelle azioni, crea una frizione, una rottura con il Dharma universale.
La sofferenza nasce dalla lotta che poniamo fra il nostro volere, e il volere universale (le cose che accadono).
Per questo iniziare ad agire, e pensare, consapevolmente, può radicalmente cambiare la nostra vita.
Namastè, Clara.
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