Che non è passività, ma azione e scelta consapevole e guidata da un principio interiore forte e solido, da una certezza sicura e viva che questa vita terrena sia per noi un parco giochi dell’anima. Un modo per sperimentare tutto quello che ci serve per arrivare alla realizzazione di essere creature divine e perfette, scintille di un’anima universale che accomuna tutti.
Solo con questo abbandono sicuro, rimanendo aperti e accogliendo, si ricevono doni ancora più grandi.
Si apre un pezzo di cuore in più.
Leggevo l’altro giorno un passo del mio Guru Paramahansa Yogananda, dove veniva indicato proprio questo. Proviamo a pensare che le nostre scelte, le nostre decisioni, non sono mai casuali, o mosse dal flusso della corrente della vita che ci trascina. Proviamo a fare un passo indietro, se siamo consapevoli di questo stato di resa e fiducia nell’Universo, ogni scelta sarà guidata da una mano divina, che non ci permetterà mai di sbagliare, e ogni risultato, come ci ricorda George Feuerstain che cito all’inizio di questa newsletter, sarà per forza positivo, anche se non lo vediamo nell’immediato.
Quella sfida (qualunque essa sia) diventa preziosa, un modo per entrare ancora più profondamente in contatto con il Divino (che io personalizzo come la forza creatrice femminile della Natura, ma che ognuno può sperimentare a proprio modo).
Capiamo che siamo qui per vivere questo gioco terreno. Ma la nostra anima resta ancorata a qualcosa di più forte, di più vero, e questo diventa sempre più chiaro man mano che apriamo il nostro cuore.
Namastè,
Clara
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