Oggi vi voglio lasciare questa riflessione con uno spunto tratto dal capitolo 3 della Bhagavad Gita, il principale testo sacro indiano da cui sono tratti i più importanti insegnamenti yogici.

In questo capitolo si parla del Karma Yoga, ovvero lo yoga dell’azione, il più importante credo io per la vita quotidiana nella società, perché ci permette di poter interagire nel nostro quotidiano in modo yogico. Praticando il Karma Yoga, abbiamo l’opportunità di rendere ogni nostra azione Dharmica, ovvero in armonia con le leggi della natura, preservando la nostra madre terra e senza voler fare del male a nessuno, ma piuttosto diffondendo armonia e amore.

«Nessuno può rimanere senza agire neppure per un momento; tutti, che lo vogliano oppure no, sono costretti (dalla Natura) a essere attivi.»

(Bhagavad Gita, III, 5)

«Compiere il proprio dovere, perfino senza successo, è meglio che compiere con successo il dovere di qualcun altro. […] .»

(Bhagavad Gita, III, 35)

Qual’è il nostro dovere? Gli insegnamenti delle scritture ci dicono che questo dovere è migliorare sé stessi, divenendo esempio per chi è attorno a noi, portando un messaggio di amore e unione.

Da questi versetti possiamo quindi trarre il messaggio centrale di questo capitolo, ovvero: tutti dobbiamo agire, non vi è scampo, cogliamo l’occasione di ogni azione per elevarci, per agire in modo corretto, non per un tornaconto personale, ma con intenzione amorevole, spirituale, e, di conseguenza, portare questa luce agli altri, così che anch’essi possano fare altrettanto.

Vi auguro di poter portare questo messaggio nel vostro quotidiano in questo periodo festivo, fra gli amici e in famiglia. Agiamo in modo luminoso, Dharmico e distaccato, e nel nostro piccolo avremo fatto il meglio per il nostro mondo.

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